Marzo 2017

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Benvenuta Primavera in Via Margutta

Uno slogan semplice, facilmente memorizzabile e diretto al cuore della gente: “I Love Via Margutta”! L’obiettivo della Casa Editrice Progetto Editoriale, da trent’anni impegnata in editoria, arte e cultura, é di riaccendere i riflettori sulla famosa strada romana densa di atmosfera e delle storie dei personaggi che l’hanno frequentata ed amata nel tempo. L’idea dell’evento “Benvenuta Primavera” é nata proprio per questo: Martedì 21 Marzo gallerie d’arte ed esercizi commerciali della celebre via hanno dato vita ad una festa collettiva e dinamica ispirata alla più rosea stagione dell’anno, esponendo opere di artisti e propri prodotti. La mia passeggiata ha avuto inizio con una visita agli amici Grazia Marino ed Antonio Falanga: alla P&G Events del Civico 86 ho potuto cosí ammirare i gioielli “Petra” di Gaia Caramazza e gli abiti della designer Asia Neri ispirati al “kintsugi”, pratica giapponese consistente nel riparare con l’oro gli oggetti in ceramica rotti. Spring is a state of mind…ed io mi sono fatta addirittura disegnare da una delle due bodypainter presenti un bel fiore sulla mano! Dopo aver percorso interamente la via, ho concluso il tour dalla designer di gioielli in ferro Alex Carelli. Naturalmente non poteva mancare una foto con il cartello/brand “I Love Via Margutta”: immagini che verranno utilizzate per il prosieguo della campagna di promozione. Una strada bella e suggestiva come questa, infatti, non può finire nel dimenticatoio. Non lo dico unicamente perché sono di parte, avendola percorsa un’infinità di volte per raggiungere il mio caro vecchio “Collegio San Giuseppe-Istituto De Merode”: Via Margutta merita di essere non più solo ricordata per il glorioso passato ma vissuta nel presente, animandola e divulgandone la conoscenza. Attendiamo allora fiduciosi i prossimi (e spero numerosi) eventi.

Inaugurazione Mostra Trama Aurunca

“In tutte le cose della Natura c’è qualcosa di meraviglioso” – affermava Aristotele. Lisa Tibaldi, nota stilista di abiti sartoriali di Alta Moda e Sposa, quel “qualcosa di meraviglioso” lo ha scovato in un cespuglio mentre passeggiava nella sua cara natia Terra Aurunca. Da qui l’idea di una mostra incentrata sulla “Stramma” (termine dialettale che indica appunto una pianta selvatica locale) e sull’antica arte con cui questa si lavora ad intreccio per realizzare cesteria, la cosiddetta “Trama Aurunca”. L’inaugurazione dell’esposizione, cui ho partecipato grazie al gentile invito di Antonio Falanga e Grazia Marino, si è svolta Venerdì 10 Marzo alle 17.30. Ciò che mi ha atteso all’interno del Museo delle Civiltà é stato un breve ma intenso percorso sensoriale dove attraverso musiche, aromi, immagini ed originali manufatti si rivive l’emozione del territorio in chiave fashion. Perché “a volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni”. Via libera dunque ad abiti, gioielli, cinture, borse, cappelli. Tutti di Stramma. E tutti rigorosamente Made in Italy. Già, perché il nostro è un paese meraviglioso, che rimane nella mente di ogni visitatore per un’infinità di motivi, tra cui l’incantevole bellezza della Natura che la rende addirittura fonte di ispirazione. Il Parco dei Monti Aurunci ne costituisce un esempio…e chissà che la passeggiata virtuale all’interno del Museo non si traduca ben presto in una bella gita!

 

Fashion Connection Lounge 3.0. Designers Vs Bloggers

Fashion Connection Lounge 3.0: la celebre manifestazione ideata da Stylebook e dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti del fashion design si è tenuta Sabato 4 Marzo all’Os Club. Nella suggestiva location a due passi dal Colosseo, scelta anche questa volta per l’occasione, hanno sfilato, sotto la direzione artistica di Federica Bernardini e l’occhio vigile ed attento delle blogger, le creazioni di otto stiliste. Leitmotiv? Il TAO cinese, considerato il flusso vitale che scorre incessantemente attraverso l’intero cosmo e che ha dato origine a tutto, il cui ordine naturale è mantenuto in vita dai due celebri principi opposti e complementari Yin e Yang.
Ad aprire le danze Myriam Lo Prete, che ha interpretato il tema con la sua collezione “Reborn” ispirata al folk coreano. Oriente ed Occidente si incontrano attraverso contrasti di tessuti, sovrapposizioni di leggerezze e geometrie e la reinterpretazione di ricamo tradizionale e patchwork.
Un mix di orientale tradizionale e urban rock, invece, per Valentina Pagliacci: da una parte abiti ispirati alle Mille e una Notte, con i colori della sabbia e dei tramonti, dall’altra una Lolita dark. Dulcis in fundo l’abito da sposa in pizzo e raso, reso divertente da palloncini di stoffa.
Si può scovare la bellezza in oggetti e materiali in disuso? Harriet Lind, animata da una profonda passione per la trasformazione, ci è riuscita, donando loro nuova vita e rendendoli protagonisti della sua collezione: le cerniere diventano gioielli e gli orologi rotti riprendono il loro ticchettio sotto forma di collane.
Che dire di Pinda Kida? Conosciuta nella scorsa edizione del Fashion Connection Lounge, quest’anno insieme all’associazione NIBI ha voluto presentare “Sharing Dreams”, che si contraddistingue per gli abiti semplici ma dai tessuti pregiati. A farla da padrone il bianco e il nero, colori opposti che si incontrano in una nuova armonia.
Emanuela Zanchetta si rivolge ad una donna femminile, casual ma sempre elegante, che trasmette le proprie emozioni e i propri sogni. In ogni sua creazione c’è un tocco di rosso, simbolo di passione, gioia e potere ma anche pericolo; i suoi disegni diventano abiti da indossare e quadri da mostrare.
La donna di Maria Cristina Vespaziani è invece libera e indipendente; lascia il segno attraverso capi dai materiali preziosi e dalle forme originali, in un mix di fantasie e tessuti.
“Eye X Ray”. Lucrezia Rinaldi unisce tradizione ed innovazione con la sua collezione ispirata alla capacità dei raggi X di vedere oltre rispetto agli occhi, rivelando la vera essenza dell’essere umano: texture e dettagli richiamano le strutture interne dell’uomo, la trasparenza delle immagini radiografiche e la tipica luce dei raggi X.
Infine Marcella Milano, sponsor del Fashion Connection Lounge, ha presentato “Peace”, un equilibrio perfetto di colori, linee ed eleganza: pregiate fashion bags con il simbolo di Ying e Yang per donne pratiche, eleganti o retrò, sempre uniche e speciali.
Otto stiliste dunque, otto storie da raccontare e cinque blogger pronte ad intervistarle. Sì, perché Fashion Connection Lounge non è la solita sfilata ma un evento coinvolgente, incentrato sul confronto costruttivo.
Quest’anno lo show è stato moderato da una presentatrice d’eccezione, Elena Travaini, ballerina affetta da una grave disabilità visiva, nota al grande pubblico per la sua partecipazione come ospite a “Ballando con le Stelle 2016” insieme al suo compagno di danza e di vita Anthony Carollo. Con lui ha fondato “Blindly Dancing – Danzare ad occhi chiusi”, associazione che si pone l’obiettivo di far vivere a tutti un’esperienza di danza al buio come metodo per abbattere le proprie paure, immergendosi per alcune ore nel mondo delle persone non vedenti.
I miei complimenti vanno a lei, anzitutto per la sua grande forza, ma anche per l’allegria e la spigliatezza che ha saputo dimostrare nel suo ruolo da conduttrice. E ovviamente a Stylebook e a tutti i protagonisti del Fashion Connection Lounge.
Grazie Federica Bernardini, Carlo Max e Claudia Giordano…ed arrivederci alla prossima edizione!

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